The Queen

Privilegi e doveri, amori, congiure e destituzioni: vita da sovrana con la sua complessa famiglia.

È il motore (spesso) immobile dell’alveare, madre di tutte le api della colonia, leader indiscusso dell’arnia: è l’ape regina, cardine di una delle società più perfette del regno animale.

L’ape regina è una monarca illuminata: impartisce si ordini ai suoi sudditi ma in realtà una colonia di api è più vicina a una democrazia che a una monarchia. Per quanto, infatti, con i suoi feromoni, l’ape regina sia in grado di influenzare alcuni comportamenti delle sue operaie, queste sono capaci di prendere decisioni a maggioranza senza consultare la regnante. Un esempio è la scelta del sito verso il quale la famiglia sciamerà, una decisione nella quale ogni operaia è chiamata ad esprimere il proprio voto.

 

Come nasce una regina?

La deposizione delle uova è il principale compito di un’ape regina, la quale può deporre uova non fecondate e fecondate. Mentre il destino delle uova non fecondate è segnato (potranno dare origine solo a dei fuchi, i maschi della colonia), dalle uova fecondate possono nascere api operaie oppure una nuova regina.

 

Tutto dipende dall’alimentazione che le operaie forniscono alle larve. Nei primi giorni infatti tutte le larve vengono nutrite con la pappa reale. A partire dal quarto giorno, alla larva operaia viene fatta cambiare dieta e dalla pappa reale si passa ad un’alimentazione a base di miele e polline. 

La pappa reale “fa miracoli”: grazie alle sue proprietà nutrienti, le api che diverranno regine incrementano il loro peso larvale di 1500-2000 volte. La regina, alimentata per tutta la vita a pappa reale, vivrà 3-4 anni; le operaie, soltanto per 45, faticosissimi giorni. Dopo 16 giorni di metamorfosi (per la regina), 21 (per le operaie) o 24 (per i fuchi), le larve raggiungono la piena maturità, ma già entro i primi 10 giorni, l’ape regina si accoppia con uno o più fuchi.

 

Se le api operaie dovessero decidere di volere una nuova regina, basterà loro nutrire una larva con pappa reale per tutta la durata del suo sviluppo per ottenere una nuova regina.

 

La Società perfetta

Cos’è un monarca senza i propri sudditi? 

Questo vale anche per l’ape regina, costantemente circondata da un gruppo di ancelle che si occupano di tenerla pulita, in ordine, ma anche di sfamarla digerendo il cibo per lei. L’ape regina ha un ruolo molto importante, deporre le uova, e non è dotata delle stesse ghiandole che le operaie usano per digerire il cibo. Per nutrirla le sue ancelle le forniscono cibo predigerito. Se non avesse le sue fedelissime api a servirla, non potrebbe sopravvivere un giorno.

 

 

Passaggio di scettro

Quando la regina non è più in grado di sostenere ritmi così serrati di produzione delle uova – in genere, dopo 3 anni di “onorato servizio” – viene sostituita o intraprende una sorta di fuga in grande stile, la sciamatura. La regina comunica con le operaie attraverso sostanze chimiche, i feromoni, con i quali, tra le altre cose, inibisce la costruzione di nuove celle reali (in cui possano crescere nuove regine). Quando la sovrana invecchia o le operaie sono troppe, i feromoni che produce non bastano a inibire del tutto la costruzione di celle reali: inizia così la “febbre sciamatoria”.

 

L’Erede al trono

Il nuovo sciame può essere paragonato a un figlio del primo alveare, partorito e lasciato al mondo, giovane e pieno di energia costruttiva.

Può sembrare un controsenso che a iniziarlo sia un’ape vecchia, ma la regina “matura” è l’unica già in grado di produrre velocemente nuove operaie senza bisogno di accoppiarsi di nuovo.

Una volta stabilita una colonia autosufficiente, dopo un anno al massimo, morirà e sarà sostituita da una nuova leader, giovane e con tutta la vita davanti.

 

La strage delle api

Le api preziose alleate dell’uomo sono a rischio estinzione

Noi esseri umani alleviamo api da oltre quattromila anni (lo testimoniano i bassorilievi della tomba di Niuserra, re egizio della V dinastia, vissuto nel 2400 a.C.). Ma per quanto tempo ancora potremo farlo? Oggi, ormai lo sappiamo, le api sono in pericolo.

Dati alla mano, negli ultimi cinque anni sono scomparsi 10 milioni di alveari nel mondo, con un ritmo di quasi 2 milioni all’anno. Oltre 200 mila soltanto in Italia. A ucciderli sono i pesticidi chimici, parassiti come la varroa destructor (un acaro che si nutre delle api e trasmette loro un virus letale) e il cambiamento climatico.

 

ll ruolo delle api è fondamentale per la produzione alimentare e per l’ambiente. E in questo, sono aiutate anche da altri insetti come bombi o farfalle. Un terzo del nostro cibo  dipende dall’impollinazione degli insetti: solo in Europa, oltre 4.000 tipi di verdure. Purtroppo, le api sono in declino, minacciate da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici. In particolare, alcuni pesticidi costituiscono un rischio diretto per gli impollinatori: l’eliminazione delle sostanze chimiche più pericolose per le api è quindi il primo e più efficace passo da adottare per difenderli. 

 

Cosa possiamo fare noi in concreto? aderire al programma Greenpeace, tutte le informazioni sulla iniziativa Save the bees!

 

Per saperne di più sull’argomento link al reportage di Presa Diretta

 

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