Sono numerose le leggende che riguardano la primula vulgaris. É il primo fiore che nasce dopo il gelo invernale e questo ha stimolato la creazione di suggestive storie. Tra le più antiche si annovera il mito greco secondo cui il dio del sole Apollo inviò sulla terra il primo esemplare di primula per porre fine alla morsa dell’invero. A quel tempo l’inverno prevaleva sulla bella stagione, questo fiore fu creato con la doppia valenza di allontanare il freddo e proteggere la terra dai raggi solari. Nella mitologia cristiana medioevale si racconta che, cadute dal cielo le chiavi di san Pietro, nacque in quel punto la prima primula. Probabilmente dal collegamento con san Pietro la credenza che questa pianta servisse per mantenere la mente lucida. Infatti era usanza in questo periodo che i funamboli masticassero un fiore fresco di primula per scacciare le vertigini.

La primula vulgaris è una pianta perenne, spontanea, erbacea e rizomatosa. Appartiene alla famiglia delle primulacee che comprende circa cinquecento specie diverse. Questo fiore è diffuso in quasi tutte le regioni italiane e può arrivare fino ai 1800 metri di altitudine. É il primo fiore a sbocciare dopo l’inverno e deve il suo nome proprio a questa peculiarità. Delle specie di primula che esistono quelle che hanno qualità officinali sono la primula vulgaris e la primula veris. La primula contiene numerosi elementi quali oli essenziali, pigmenti flavonoidi, glucosidi, enzimi, vitamina C, saponine, sali minerali. Possiede quindi proprietà antinfiammatorie, vulnerarie, espettoranti e calmanti.

Il primo a sottolinearne le proprietà curative fu Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia che catalogò la primula come pianta utile contro le paralisi e per ringiovanire la pelle. Compare anche nel medievale Regimen Sanitatis Salernitanum; trattato medico risalente al secolo XIII, in cui si classifica come rimedio per le paralisi. Ildegarda da Bingen la consigliava come rimedio alla tristezza cronica. Porre un fiore di primula sul petto del malato prima di dormire avrebbe portato il calore della luce del sole nel suo cuore.

Ricette

Per fruire al meglio delle proprietà officinali della primula la redazione di deanna ha provato per voi  tre semplici ricette che potrete riproporre a casa vostra.

Per disinfiammare la pelle arrossata da acne, eczemi o dermatiti bollite una modica quantità di foglie fresche e fiori in una tazza d’acqua per tre minuti. Applicatele ancora calde sulla zona interessata, lasciate in posa per 30 minuti e poi sciacquate con l’acqua di cottura. Questo rimedio ha dimostrato efficacia anche contro gli acuti dolori della gotta.

L’effetto rilassante ed espettorante lo potrete ottenere creando un infuso con una manciata di fiori freschi e radici (vanno bene anche quelle essiccate che trovate in farmacia). Fate bollire un litro d’acqua e raggiunti i 100 gradi togliete l’acqua dal fuoco e inserite le parti della pianta. Coprite, lasciate raffreddare e bevetene tre tazze ogni 24 ore.

Un ultimo rimedio può essere ottenuto attraverso un decotto delle radici. Inseritele sminuzzate in mezzo litro d’acqua fredda e portate ad ebollizione. Fate cuocere a fuoco vivo per 5 minuti con il coperchio. Lasciate raffreddare e frizionate il decotto sulle zone affette dalle contusioni o reumatismi.

Nicolò – deanna team