La parietaria officinalis o vetriola comune è una pianta della famiglia delle urticacee Alta circa 70 centimetri molto comune in tutta la penisola dal mare alla zona sub-Montana fino a circa i 700 metri di altitudine. Deve il suo nome all’habitat che predilige: muri e insenature tra le rocce (in latino appunto parietes).

Nel corso dei secoli questa pianta officinale non si è guadagnata molti seguaci a causa della sua natura infestante e per il fatto che sia molto comune l’allergia al polline delle sue inflorescenze. Fu però Plinio e poi anche Dioscoride ad esaltarne le qualità. Nella naturalis Historia racconta anche di uno schiavo che infortunatosi gravemente durante il governo di Pericle fu salvato da questa pianta donata da Minerva.

Nel corso dei secoli questa pianta ricca di ferro e clorofilla si è dimostrata ottima in ambito culinario e procurata diversi impieghi peculiari come quello di ottimo sgrassatore per le superfici i; vetro, da cui il suo nome di vetriolo comune. La sua ricchezza di sali minerali, mucillagini, flavonoidi, glicerolo e glicolico la rende un ottimo rimedio contro le pelli arrossate o irritate. Sono note le sue proprietà contro le irritazioni da ortica, eritemi e pelli screpolate. L’altra concentrazione di mucillagini inoltre dona sorprendenti proprietà emollienti e protettive dato che esse sono in grado di ristabilire un film idrolipidico compromesso o assottigliato.

Per meglio godere delle sue proprietà il consiglio è di tritare le foglie fresche e applicare per venti minuti sulle zone interessate. Per creare un’ottima maschera viso tritate 150 grammi di foglie fresche e applicatele sul viso aiutandovi nella stesura con gel d’aloe. Fate agire per 30 minuti e sciacquate con acqua tiepida.

Nicolò – deanna team