Simbolo di maison di alta moda, presente nell’iconografia fin dal periodo classico, protagonista di canzoni famosissime, il papavero, Papaver Rhoeas, da secoli affascina l’uomo.Secondo il mito greco Demetra, la dea della terra, ritrovò la serenità a seguito del lutto della figlia Persefone, divenuta regina degli inferi, proprio grazie al papavero. Infatti straziata dalla perdita Demetra si rivolse a Zeus e questi le concesse il ritorno della figlia per sei mesi l’anno, sotto forma di papavero. Questa versione fu ripresa anche nella cultura romana in cui Cerere, la Demetra romana, sempre fu rappresentata con corone di papaveri. Fu poi nel medioevo che questa pianta, per via del suo colore, fu associata alla passione di cristo. Questo è il motivo per cui lo si ritrova in molti dipinti dell’epoca.

Aspetto botanico

Il Papaver Rhoeas è una pianta erbacea della famiglia delle papaveracee. La sua altezza, soprattutto se confrontata alla sua stazza è notevole, può raggiungere i 60-80 centimetri. Le foglie si presentano dentate, dai lobi appuntiti e dalla forma slanciata. Gli inconfondibili fiori sono semplici ma resi unici dalla tonalità color cremisi dei petali in contrasto con il centro del fiore nero. Molto comune nei campi coltivati, tanto da essere considerato infestante, il papavero deve il suo nome alla sua propria più caratterizzante, quella calmante. La radice del nome, Pappa- deriva dalla lingua celtica e indica l’alimento tipico dei bambini. Infatti era usanza in passato aggiungere semi di papavero alla pappa dei lattanti per conciliarne il sonno. É lo stesso motivo per cui, nell’iconografia, Morfeo, dio del sonno, spesso fu rappresentato con una corona di papaveri.

Principi attivi

Come esponente delle papaveracee anche il papavero comune contiene alcaloidi. Nelle sue parti aeree sono presenti in grande quantità Protopina, Sanguinarina, Captisina e Cheleritrina. Molto importanti come componenti chimiche sono le Mucillagini e gli Antociani. Inoltre l’olio che si ricava dai semi è molto ricco di acidi benefici come l’acido linoleico, stearico, palmitico e oleico. Il papavero comune non è da confondersi con il papavero da oppio, Papaver Somniferus. Per quanto appartengano alla stessa specie si differenziano enormemente per il loro fitocomplesso. Il papavero da oppio contiene Morfina, Codeina e Papaverina, sostanze dalle spiccate proprietà sedative e psicoattive.

Nella medicina popolare oltre che come sedativo il papavero veniva utilizzato come espettorante, sedativo della tosse, delle allergie bronchiali, per abbassare la febbre bronchiale e la dolorosa febbre reumatica. Lo spiega la Dottoressa Enrica Campanini nel suo libro “Dizionario di fitoterapia e di piante officinali”. Oggi del papavero si utilizzano le parti aeree, come i petali, ma anche le radici e i semi da cui si ricava un portentoso olio.

Dalla redazione di deanna abbiamo scovato qualche semplice rimedio che potrete, semplicemente, riproporre a casa vostra.

Rimedi

Sfruttate l’effetto emolliente e rilassante per la pelle del viso creando un infuso di fiori di papaveri. Fate bollire mezzo litro d’acqua, aggiungete 50 grammi di fiori di papavero e lasciate raffreddare con il coperchio. É un’ottima lozione da usare la sera a seguito della detenzione e prima del trattamento notte.

Liberatevi dalla tosse mettendo in infusione 40 grammi di fiori di papaveri in mezzo litro di acqua bollente per dieci minuti. Unite 600 grammi di zucchero di canna grezzo e cuocete fino ad ottenere uno sciroppo denso. Per i bambini le dosi giornaliere consigliate è di 10-30 grammi, mentre per gli adulti 30-50 grammi. Questo rimedio nei casi più gravi non sostituisce in alcun modo i farmaci tradizionali, con sulfate sempre e comunque il vostro medico di fiducia.

Nicolò – deanna team