Chi sostiene che le piante possano migliorare e depurare l’aria di casa e chi crede che il loro effetto sia quasi irrilevante

Alcune piante possono essere difficili da mantenere e curare ma oltre a rendere l’ambiente colorato ed elegante, possono contribuire al benessere di chi abita nella casa: migliorano la qualità dell’aria e limitano l’inquinamento domestico.

Questo è il risultato dello studio della NASA, che alla fine degli anni ’80 ha condotto uno studio chiamato ‘Clean Air Stufy’ dimostrando che le piante sono in grado di purificare l’aria in un ambiente chiuso e di  eliminare tossine dannose per l’organismo come il benzene, tricloretilene e formaldeide.

I due cicli di ricerche condotti da B.C. Wolverton insieme ai suoi colleghi sono durati diversi anni e hanno confermato la sua tesi secondo cui le piante, grazie anche ai loro microrganismi e alle radici, possano purificare un ambiente chiuso dai composti organici volatili (VOCs), molecole che si sollevano regolarmente da pitture e rivestimenti, smalti per le unghie, shampoo, e da qualunque cosa abbia un odore o un profumo.

Kamal Meattle, attivista e businessman di Nuova Delhi, dopo che gli era stata diagnosticata una riduzione della capacità polmonare data dallo smog e inquinamento dell’aria, ha raccontato come sia perfino riuscito a coltivare aria sana nella sua abitazione in Nuova Delhi, con l’aiuto di 3 piante comuni.

Eppure c’è chi ha smontato questo mito riportandoci con i piedi per terra.

Michael Waring, ingegnere della Drexel University di Philadelphia ha infatti analizzato tutti li studi condotti sulla capacità delle piante di purificare l’aria delle nostre abitazioni, dimostrando che l’effetto benefico viene annullato dalle dimensioni della stanza arredata, verniciata e piena di fonti di VOC presenti al suo interno.

‘Per avere gli stessi benefici di un ricambio dell’aria effettuato una volta all’ora, un piccolo ufficio di tre metri per tre con un soffitto 2,5 metri dovrebbe ospitare un migliaio di piante’ riporta Elisabetta Intini su Focus.

Wolverton infatti ha constatato che le piante sono in grado rimuovere sostanze inquinante dall’ambiente ermeticamente isolato del laboratorio, non di una casa.

‘Il problema, di nuovo, è la concorrenza. Se proviamo a confrontare la superficie occupata dalle piante con quella di tutti gli altri oggetti possibili fonti di inquinanti, o attrattori di inquinanti atmosferici – pareti, mobili cuscini, bombolette spray – si nota che questa è semplicemente insufficiente. Per iniziare a ridurre marginalmente l’ozono domestico, servirebbe almeno una pianta ogni 1,8 metri quadrati di superficie. Ma così aumenterebbe l’umidità domestica e si creerebbero altri, più pressanti problemi’, riporta sempre Elisabetta Intini su Focus.

In conclusione possiamo affermare che le piante sono un elemento ornamentale meraviglioso, possono cambiare l’aspetto della vostra casa in positivo se utilizzate con buon gusto e sicuramente non inquinano l’aria intorno a voi provocando l’insorgenza di disturbi fisici ma anzi, possono comunque contribuire nel loro piccolo a rendere l’ambiente più fresco e pulito.

Tra le piante più famose considerate benefiche per l’ambiente troviamo la Lingua di suocera, il Ficus, il Crisantemo, l’Aloe, la Dracena, la Azalea, il Pothos, l’Edera Comune, il Filodendro, la Palma di bamboo, il Spatifillo, la Aglaonema, il Falangio.

Nei prossimi articoli andremo ad analizzare alcune di esse.

 

 

Greta – Team Deanna