Fin da tempi molto antichi  i capelli hanno per l’uomo un profondo significato. Tra gli egizi, nella corte dei faraoni, le donne dedicavano molte ore alla cura delle loro chiome, anfore contenenti olio d’oliva e olio di lino e tracce di un sapone rudimentale lo testimoniano. Dal punto di vista ideologico i capelli erano connessi alla forza fisica, famoso è l’episodio di Sansone nel libro dei giudici racconta come questo personaggio dotato di forza sovrumana divenne debole e andò incontro alla cattura dei Filistei solo dopo che gli furono tagliate le sue sette trecce.

Ricci, ma quale tipo?

Da sempre fondamentali per l’uomo si è deciso di dedicare l’approfondimento ad un genere di capelli estremamente interessante dal punto di vista estetico ma anche delicato e sensibile: i capelli ricci. Un famoso detto accosta i ricci ai capricci, molto spesso, per le particolari necessità di questo genere pilifero, si dimostra vero. Quando si è alle prese con capelli ricci bisogna considerare due fattori fondamentali: la porosità e il genere pilifero. Secondo la scuola Devachan esistono tre generi di ricci divisi in altrettante sottocategorie. Questa classifica considera la dimensione del riccio e il punto in cui il capello comincia ad arricciarsi.

Un altro fattore fondamentale da considerare per i capelli ricci è la porosità. Questa rappresenta la capacità dei capelli di assorbire e trattenere l’umidità. É determinata dalla maggiore o minore apertura delle squame della cuticola, parte più esterna del capello. Essa determina anche l’entrata e la fuoriuscita anche di sostanze nutrienti e idratanti. Tra i capelli ricci esistono tre generi diversi di porosità: compatta, normale o rialzata. Icapelli con porosità bassa o compatta si mostrano sani e lucidi, forti per via della chiusura delle squame, questo li rende difficili da trattare. Quelli con una normale apertura cuticolare mostrano una giusta flessibilità squamosa, questo li rende facili da trattare. Invece i capelli ricci con alta porosità tendono a perdere l’idratazione molto facilmente quindi il rischio è quello di notare disidratazioni e secchezze che li rendono molto più difficili da trattare.

La redazione di deanna ha testato su capelli ricci di tipo 3b con alta porosità, quindi un genere abbastanza complesso da trattare, una beauty routine semplice da compiere in poche fasi.

 

Prima fase: trattamento pre lavaggio

Un trucco che può aiutarvi nella gestione dei vostri ricci possono essere dei trattamenti da compiere prima della fase di lavaggio. I più efficaci nel genere sono quelli fatti con materie prime semplici e pure. Olio d’argon, olio d’oliva, burro di karitè: è il momento di divertirsi scoprendo quali sono gli elementi più adatti al vostro genere di capelli. Un ottimo trattamento si può creare unendo burro di karitè (dovrete farlo sciogliere visto che a temperatura ambiente è solido), una banana schiacciata, gel d’aloe e olio di cocco. Applicatelo sui capelli bagnati con acqua calda, questo aiuta le squame ad aprirsi e  ad accogliere i nutritivi.

Seconda fase: detersione

Lavate i vostri ricci nella maniera più delicata possibile. Ricordate che il capello riccio è più sottile degli altri generi piliferi e inoltre la sua propensione alla disidratazione potrebbe far si che lavaggi troppo frequenti lo danneggino profondamente. Il consiglio è quello di lavarli una o al massimo due volte la settimana con uno schampo delicato. Abbiamo provato quello della linea k-hair di Alkemilla ai semi di lino e quello di Antos per capelli secchi.

Terza fase: idratazione

A capelli bagnati il consiglio è quello di applicare una maschera ricca e nutriente prima di pettinarli. Il fine è quello di nutrire il capello dall’interno, diffidate quindi da tutti i prodotti che contengono petroli e siliconi. Rivolgetevi ad una maschera il più naturale possibile e ricca di principi attivi. Una volta applicata pettinate i capelli con un pettine a denti larghi e lasciate in posa per cinque minuti. Infine sciacquate o per capelli particolarmente secchi potreste decidere di non risciacquare la maschera e procedere alla quarta fase. Tra le maschere che preferiamo la maschera doposole Monti de Thaiti e gli hair buttar di Volga cosmetici.

Quarta fase: rimozione del crespo

La quarta ed ultima fase è abbastanza fondamentale per contrastare l’effetto crespo. Le squame pilifere dei capelli necessitano di prodotti che creino dei micro film che le tengano chiuse e idratate. Uno dei migliori amici in questo senso può essere iol gel d’aloe puro unito a qualche goccia di un olio naturale come quello di cocco e Argan. Chi preferisce prodotti creati ad hoc per questo consigliamo il balsamo senza risciacquo alla Moringa e semi di lino di La Saponaria o il Gel definizione capelli all’aloe e frangipani di Mater Natura.

Nicolò – deanna team