Un elemento che compare sempre più facilmente nelle formulazioni di cosmetici è la Canfora. Sono molte le credenze nate intorno a questa sostanza: che fosse cancerogena e che potesse dar vita a reazioni asmatiche se usata in maniera eccessiva. Oggi l’editoriale sarà dedicato a comprendere meglio l’elemento per utilizzarlo al meglio senza timore.

Canfora, cos’è?

É una sostanza monoterperica monociclica chetonca ottenuta per distillazione del legno e delle radici dell’albero del Cinammonum Camphora. Questi è un albero sempreverde, originario di Cina ed Estremo Oriente, ne esistono molte varietà tra cui quella cinese, Giapponese, del Borneo e dell’isola di Sumatra. La caratteristica fondamentale della resina estratta dal canforo è l’odore pungente, fastidioso per molti animali. Per questo si è dimostrata particolarmente utile nel combattere insetti infestanti e piccoli aracnidi.

Quali sono le sue proprietà?

Le caratteristiche più spiccate che questa sostanza possiede sono quelle analgesiche e antinfiammatorie su muscoli, ossa e articolazioni. Svolge una funzione espettorante sui bronchi e una dilatatrice sui vasi sanguigni. Ad oggi viene apprezzata sopratutto per le sue proprietà antisettiche e antiparassitarie. Secondo quanto riporta l’ospedale di ricerca humanitas.it la canfora sarebbe un ottimo rimedio per il prurito e per i funghi cutanei. Può inoltre portare buoni risultati se usata sulla pelle grassa o acneica ed è temuta dagli animali infestanti come ratti, tarme e parassiti.

Esistono limitazioni per il suo uso?

La fda.gov americana ha affermato che il suo uso è sicuro nei prodotti ad uso cutaneo. Infatti sembra che abbia effetti particolarmente positivi se unita ad altri principi attivi come il glucosammina solfato e il condotrina solfato. Dato che la CAnfora presenta una minima parte diu tossicità, qualora non sia usata nel modo corretto, la FDA pone il limite di concentrazione nei prodotti all’11% del prodotto finale. É possibile infatti che, se presente in maggiori quantità potrebbe provocare irritazioni e sensibilizzazione cutanee. Questo limite però è stato posto sopratutto per la sicurezza dei bambini che, inavvertitamente, potrebbero ingerire un prodotto ad uso esterno. Con una tale concentrazione il rischio sarebbe quello di una leggera intossicazione, sopportabile anche da un piccolo corpo. Recentemente è stato pubblicato uno studio su biorxiv.org con a capo Yalda Moayedi del dipartimento di fisiologia e biofisica cellulare della Columbia University di New York in cui si dimostra l’efficacia dell’olio essenziale di canfora bianco nel trattamento del carcinoma cutaneo da cheratinociti. Sembra che questi induca cambiamenti trascrizioni nei geni legati alla difesa immunitaria.

Ed ora un po’ di storia…

La canfora era sconosciuta tra i Greci e i Romani, la prima testimonianza scritta di questa sostanza è in un poema arabo del VI secolo ad opera di Imur-al-Quais. Qui si racconta dell’uso della canfora a Costantinopoli, sostanza molto amata da Aezio di Amida, scrittore e medico del periodo. Fu solo nel X secolo che la Canfora cominciò a diffondersi in Europa. In questo periodo però arrivava solo la CAnfora del Borneo e di Sumatra, per quella cinese bisognerà aspettare il XVI secolo. Anche Marco Polo, nel Milione (cap.148), riporta notizia della canfora elogiando in particolare modo quella prodotta nel reame di Fansur a Sumatra in cui “Nasce la miglior Canfora del mondo la quale si vende a peso d’oro”.

Rimedi

Effettuate dei massaggi corroboranti unendo 15 gocce di olio essenziale di CAnfora bianca a 200 ml di olio di mandorle dolci e massaggiate sulle zone contuse fino a completo assorbimento. Da ripetere una volta al giorno per una settimana.

Beneficiate degli effetti disinfettanti e seboregolarizzanti su pelli impure o acneiche. Diluite 10 gocce di olio essenziale di Canfora bianco in 200 ml di acqua distillata, imbevetevi delle garze e applicatele sulle zone interessate. Cambiate le garze ogni qual volta si riscalderanno per usarne di nuove, continuate per almeno 25-30 minuti.

Nicolò – deanna team